Progetti

Gennaio 2010
Il nuovo progetto di Vision, che svilupperemo nel corso del 2010, affronterà la questione della misurazione del benessere nelle società di oggi. Quale dovrebbe essere l'obiettivo ultimo delle nostre società e di conseguenza dei loro policy makers? La "felicità" può essere una valida alternativa al PIL per misurare il benessere? Ma anche: chi e come si può definire la felicità? Che cos'è il "progresso"? E' ancora un concetto in grado di esprimere ciò che la scienza e l'economia dovrebbero perseguire? Come correlano progresso sociale e soddisfazione individuale?
Aprile 2009

 Quali le proposte realistiche sulle Università dopo le polemiche dei mesi scorsi e le iniziative del Governo? Presentiamo la versione preliminare dell'incontro programmato per il 20 Aprile 2009.

Marzo 2009
Vision lancia “Kyoto of The Cities”, un progetto con l’obiettivo di esplorare la possibilità di coinvolgere le principali città in un accordo internazionale che tratta di ambiente – tra gli obiettivi connessi vi è la ricerca di strategie per la riduzioni delle emissioni di CO2 in materia di costruzioni edilizie, rifiuti urbani e trasporti. I risultati del progetto saranno presentati nel corso di una conferenza che si svolgerà a Napoli dal 26 al 28 Marzo 2009. Chiunque sia interessato al progetto o alla conferenza può scrivere a kyotoofthecities@vision-forum.org
Gennaio 2008
Cosa c’è di sbagliato nell’approccio al problema delle università? Esistono limiti strutturali al principio stesso delle riforme? Cosa si può fare per rendere concreto un progetto di cambiamento che sia, magari, meno ambizioso, ma comunque capace di cambiare in meglio la situazione? Il lavoro di Vision parte, dunque, proprio dalla consapevolezza dell’urgenza di una modernizzazione, ma anche della debolezza delle scorciatoie che vengono proposte.
Luglio 2007

La società italiana sembra purtroppo ancora non essere riuscita a governare le importanti trasformazioni economiche e sociali che la rivoluzione tecnologica e l’impatto della globalizzazione hanno generato in questi ultimi anni.
La sensazione è che di fronte a tutti questi cambiamenti l’Italia sia rimasta ferma a guardare, come dimostra l’isolamento del sistema economico rispetto ai grandi processi di modernizzazione e l’incapacità della classe dirigente di rinnovarsi e di focalizzare il dibattito politico su temi di rilevanza cruciale per il paese. Ma allora quali sono le strade possibili per invertire la rotta e generare un efficace processo di cambiamento?

Giugno 2007
I media e i loro contenuti sono stati profondamente influenzati dall'impatto delle tecnologie ICT e a loro volta stanno cambiando il modo della collettività di reagire al potere o il modo in cui essi (i media) utilizzano i modelli comunicativi per la propria agenda. Tale quadro rappresenta il punto di partenza del progetto presentato da Vision nel corso della conferenza RC47 Globalizzazione, Identità ed Esperienze delle località, che si è tenuta il 28 e 29 Giugno presso l'Università La Sapienza di Roma.
Maggio 2007
L'energia e le questioni ad essa collegate dominano ultimamente il dibattito politico internazionale. L'analisi di Vision parte dall'idea che energia e climate change non siano solo problemi fondamentali di per sè, ma che essi costituiscano il più colossale fallimento della democrazia, della global governance e dello stesso concetto di "giustizia" che è alla base di un contratto sociale.
Gennaio 2007
Perché il sistema universitario è in ritardo rispetto ai principali poli di ricerca e innovazione europei e d’oltreoceano? Qual è il posizionamento dell’università italiana nel mercato globale dell’innovazione? E ancora, come trasformare in “risorsa” l’emigrazione dei talenti italiani all’estero? Quali le strategie per rendere le università italiane un centro d’attrazione per l’eccellenza? Sono questi i principali punti discussi nel progetto presentato da Vision – in partnership con le associazioni Nova, Urania e Adi – sulla situazione dell’università e della ricerca italiana. Un report dettagliato sulla situazione esistente con l’elaborazione di proposte efficaci e tangibili per attivare e sostenere un reale processo di cambiamento.
Luglio 2006
Ma perché il calcio così favorito dai media ha finito con il divorare sé stesso, come ha potuto suicidarsi in questa maniera grottesca?
“[…] la fine della partita è, anche, forse la fine, l’ultimo atto di quello che per decenni si era autodefinito il campionato più bello del mondo. Ed è una fine surreale. Dovrebbe celebrare il trionfo, una stagione di numeri impressionanti. Invece, come in certi momenti della Storia, di quella che racconta vicende molto più importanti, il punto più alto di una parabola, il momento di massimo splendore di un impero, sembra questo pomeriggio coincidere con il momento del suo tracollo, della caduta verticale...”.
Dopo un’estate dedicata agli scandali di Calciopoli e alle glorie della Coppa del Mondo, Vision inaugura il suo ultimo progetto sul calcio e sui rapporti tra calcio e televisione.
Giugno 2006
A pochi giorni dalla consultazione referendaria del 25 giugno scorso, Vision – in partnership con la rivista Reset – ha dato vita ad un dibattito sul futuro della democrazia. L’intuizione di fondo parte dalla sfida alla quale le Democrazie parlamentari devono rispondere in tutto il mondo, e che è molto più ampia di quella che appare essere espressa dal dibattito in Italia. Ad essere messe in discussione sono le forme stesse della formazione (principalmente attraverso le elezioni) ed attuazione (da parte di istituzioni) di volontà “collettive”. All’interno del rapporto sul “futuro della democrazia”, Vision cerca di identificare i problemi specifici - sia in termini di rappresentatività (capacità di riflettere le opinioni) che di efficienza (capacità di risolvere i problemi) - delle democrazie che abbiamo a disposizione.
Maggio 2006
Il lavoro di Vision – presentato allo scorso Forum PA – mette il luce la comparazione di diverse strategie nazionali ed internazionali, con analisi di casi significativi di utilizzazione delle tecnologie nella riprogettazione dei processi di produzione ed erogazione di servizi ad elevato valore aggiunto, con la valorizzare delle esperienze fin qui realizzate in Italia.
L’indagine di Vision pone come chiavi di lettura le innovazioni realizzate in settori di particolare rilevanza in termini politici e di entità degli impegni finanziari: Sanità, Mobilità Urbana, Turismo e Sicurezza.
L’obiettivo è quello di creare un insieme di indicatori e caratteristiche ottimali che nel settore specifico dovrebbero essere soddisfatte; in relazione a queste è stato realizzato un benchmarking che metterà in risalto le peculiarità del Paese singolo rispetto ai “requisiti ottimali”.
Aprile 2006
Cercare di capire quale possa essere la configurazione futura della famiglia è uno dei discorsi, delle “narrazioni” più affascinanti. Quella che segna, forse più di qualsiasi altra, ciò che si può definire la modernità. Questo perché, intersecando scelte individuali e scelte collettive, determina cosa una comunità decide di essere e, persino, il rapporto stesso che si crea tra “individuo” e “collettivo”.
Alla luce di un dibattito sempre più attuale, Vision identifica tre grandi questioni, alle quali si collegano tante riflessioni, ma dalle quali partono innanzitutto tre domande, difficili ma affascinanti.
Marzo 2006
Se in politica, nelle imprese e nei giornali esiste una questione generazionale di dimensioni rilevanti, la misura del “generation gap” ma soprattutto dei costi che esso comporta assume contorni persino più drammatici se consideriamo, invece, l’università.
L’invecchiamento e l’obsolescenza che affligge classe dirigente del paese si riflette inevitabilmente nei luoghi di produzione del sapere, dove questo problema porta immediatamente alla questione del “brain drain” (fuga dei cervelli) e quindi a quella delle prestazioni della ricerca italiana nei confronti internazionali.
Dicembre 2005
Cosa perdiamo – non necessariamente come “giovani” (una categoria sociale che forse non esiste) ma come società nel suo complesso – se il rinnovamento delle classi dirigenti non avviene più? Chi si può fare “carico” dei cambiamenti enormi, difficili che globalizzazione e tecnologie propongono?
L’ipotesi che Vision avanza è che forse sta nascendo una nuova classe che si possa assumere la responsabilità di governare questa “rivoluzione”.
Dicembre 2005
Cosa significa esattamente Responsabilità Sociale di Corporate? Esiste, infatti, una profonda differenza non solo tra il concetto di business e quello di Responsabilità Sociale, ma soprattutto tra affari ed etica degli affari, tra aziende che condividono valori e capacità delle aziende di generare valore economico.
Ottobre 2004
A quattro anni dal lancio della Strategia di Lisbona, l’obiettivo di far diventare l’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva al mondo entro il 2010 sembra sempre più distante. Dopo l’iniziativa del Lisbon Council e negli stessi giorni della firma sulla Costituzione europea, Vision presenta dieci proposte in progress che potrebbero, se messe in atto simultaneamente, far raggiungere all’Europa il suo target ambizioso, trasformando ciò che erroneamente è stato percepito come un processo economico in una trasformazione sociale mirata ad introdurre l’idea di “innovazione” come uno dei valori sul quale sviluppare un nuovo modello europeo.
Gennaio 2004
Il sonno della ragione è una collezione pubblicata da Reset nel gennaio 2004 che raccoglie l’opinione di quindici economisti, storici, giornalisti sulla questione della “crisi della razionalità” quale possibile tratto distintivo della fase aperta dall’attacco al World Trade Center.
Dicembre 2003
Quali le opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per una migliore gestione del sistema Trasporti? Quale l’impatto in termini di riconfigurazione dell’offerta per i fornitori di trasporto urbano “collettivo”? Quali gli impatti resi possibili nella gestione della mobilità urbana e quali le modifiche organizzative e istituzionali che ne conseguono? Quale il futuro del simbolo stesso della rivoluzione industriale, l’automobile, nello scenario che si sta delineando?
Dicembre 2003
Questo libro era, in realtà, da tempo nel cantiere di Vision. Forse era il primo che avremmo dovuto scrivere. Esso ha a che fare con una questione, con un fantasma che da tempo si agita in tutti i nostri discorsi. La domanda che non possiamo più evitare è: esiste una crisi della ragione? E anzi, più precisamente, esiste una crisi di fiducia nella capacità della Ragione di risolvere i problemi e garantire la massima felicità possibile per il massimo numero possibile di persone?
Maggio 2003
La guerra con l’Iraq rafforza tre ipotesi sulle quali quasi tutti sembrano essere d’accordo: la scala di molti dei problemi più rilevanti richiede una capacità di lettura, di elaborazione di strategie, di intervento su scala planetaria; tuttavia, l’unica istituzione esplicitamente incaricata di global governance è in questo momento in una crisi così profonda da metterne in discussione la sua stessa sopravvivenza; neppure gli Stati Uniti possono, però, governare la complessità e da soli finirebbero con l’estenuarsi in una politica di polizia mondiale i cui costi si rileverebbero presto assolutamente insostenibili.
Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica, 16 Gennaio 2003
La competizione è la leva per aumentare la produttività di un qualsiasi sistema economico. In Sanità, per produttività si intende evidentemente il rapporto tra il valore sociale generato e le risorse assorbite dal sistema. In questo ambito, le nuove tecnologie possono produrre un cambiamento nel sistema proprio perché esse cambiano i parametri di riferimento. Tuttavia, non sempre alla teoria sembrano corrispondere i risultati. L’”errore”, secondo Vision, sta ancora una volta nella definizione del problema...
Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica, 22 Novembre 2002
La difficoltà di reperire in rete informazioni sanitarie “di qualità” è uno dei limiti più grave e riconosciuto da tutti i soggetti coinvolti. Ma il primo e forse più importante dei problemi, da cui crediamo derivino gli altri, sta proprio nella definizione: che cos’è la qualità dell’informazione sanitaria? Come misurarla e tutelarla? Vision propone sei famiglie di possibili soluzioni, che, forse, non si escludono a vicenda.
Forum PA - Fiera di Roma - Roma, 10 Maggio 2002
Il processo di costruzione della Società dell’Informazione sta attraversando un momento estremamente delicato determinato da una crescente sfiducia delle opinioni pubbliche nei confronti della Tecnologia.
La ricerca di Vision sullo Stato della Società dell’Informazione in Italia dimostra che i cittadini italiani sembrano diventare meno interessati alle prospettive della Rete.
Aprile 2002
Il progetto sui Trasporti è la seconda ricerca della serie che Vision dedica all’’impatto delle tecnologie ICT sui settori (Sanità, Scuola, Sicurezza, Trasporti appunto) dai quali maggiormente dipende la qualità della vita delle persone.
L’idea di fondo dalla quale la serie parte è che la debolezza di molte delle analisi sulle potenzialità della Rete dipende dal fatto che esse partivano (e terminavano) con l’esaltazione delle potenzialità del prodotto tecnologico.
IL CASO DEI NUOVI SISTEMI DELLA SALUTE -Febbraio 2002
Cosa rimane della Grande Rivoluzione che Internet doveva essere? Il crollo dei titoli dotcom ed il rallentamento dell’economia americana sembravano porre “solo” la parola fine all’epoca travolgente di crescita di Internet. L’attacco alle Torri ha un effetto ancora peggiore: sembra proiettare l’ombra sinistra di quella che avevamo chiamato Network Society.
Nel corso del FORUM DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE organizzato dal Governo Italiano - Maggio 2001
Nella Internet Era sarà molto più evidente un elemento che sembra sfuggire del tutto al "dibattito" sul decentramento: non esiste una data distribuzione di poteri tra diversi livelli che possa essere assunta come invariante nel tempo e nello spazio. Nel tempo perché le tecnologie cambiano di continuo il livello ottimale al quale conviene assegnare un dato problema. Nello spazio perché ciò che può essere ragionevole - in termini di assetti istituzionali - in un dato contesto può non esserlo in un altro e, ad esempio, è un fatto assolutamente acquisito che Amministrazioni Regionali diverse nello stesso Stato possano essere diversamente attrezzate ad affrontare date questioni.
Marzo 2001
Il digital divide non può - dicono ancora i ricercatori di Demos e di Vision - essere trattato in termini puramente quantitativi ("mettiamo i computer dove non ci sono"); e neppure ha un senso trattare il digital divide come questione su cui specializzare una politica, un gruppo di esperti o una nuova organizzazione internazionale. Infatti, il digital (inteso come combinazione di computer, telefoni, televisioni, software...) va inteso come componente assolutamente centrale, nuova sulla base della quale ripensare tutte le strategie orientate a riequilibrare i social divide che già conoscevamo e che sempre di più dividono il mondo.
Marzo 2000
Vision nasce da due precise intuizioni: la prima è che la politica, intesa come capacità di risolvere problemi collettivi e complessi, è, sarà, la determinante fondamentale della velocità, quantità, qualità, distribuzione di progresso che riusciremo nei prossimi anni a realizzare. A questa intuizione se ne affianca un’altra altrettanto elementare e "ragionevole": abbiamo bisogno di più politica ma sarà una politica completamente diversa nei processi e, forse, in gran parte nelle persone.
Luglio 1999
A questa pubblicazione sono "attaccati" diversi obiettivi: il rilancio di Vision come luogo di "protezione" delle idee e di elaborazione di soluzioni a problemi complessi, l’avvio di una partnership progettuale tra think tank europee (Vision con la policy unit inglese Demos e la federazione di clubs francese Convictions), la sistemazione di una serie di riflessioni di natura diversa sulla questione a nostro avviso centrale della definizione della nozione stessa di benessere in una Società avanzata. Queste aspettative diverse e tutte ambiziose sono però collegate tra di loro da un’intuizione di fondo: la variabile che più di qualsiasi altra farà la differenza nella quantità, nella qualità, nella diffusione di progresso, sarà nei primi anni del prossimo millennio la capacità della politica di leggere, di governare fenomeni sociali, economici di straordinaria complessità.

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